Storia

Istituito nel 2007, il Museo del Costume è il frutto di una capillare ricerca etnografica iniziata nei primi anni ’90 del Novecento da Giovanni Portelli e Giovanna Giallongo. Nel corso degli anni il materiale raccolto è stato presentato in numerose mostre monotematiche, la prima nel 1995, sulla cucina, e, nel 1997, sulla storia del costume, con una esposizione a palazzo Spadaro di oltre cento abiti d’epoca. Nel 1998 fu fondata l’associazione culturale “L’Isola” con lo scopo di sostenere l’indagine etnografica e storica nel territorio, sino alla ricerca di uno spazio espositivo permanente.

Nel 2015 la collezione è stata dichiarata di importante interesse etnoantropologico, con notifica del decreto di vincolo, D.D.G n. 254 del 10/2/2015 della Regione Sicilia.

Attualmente il Museo del Costume, che non beneficia di alcun sostegno pubblico, è una istituzione libera e indipendente, senza scopo di lucro e al servizio della società, nel rispetto dei principi espressi dall'International Council of Museums (ICOM).
L'allestimento occupa le sale private a piano terra dell'antico monastero di San Michele, annesso all'omonima chiesa, in Via F. Mormina Penna, in pieno centro storico di Scicli, città insignita del titolo di Patrimonio dell'Umanità assieme ad altri sette Comuni del Val di Noto.

Museo della comunità

Cappello in maglina di paglia rivestito di merletto, 1905 ca.

Particolare nel suo contenuto, il museo presenta reperti che variano dall'ambito prettamente legato alla storia del costume (dal Settecento alla prima metà del Novecento), alla tradizione del ricamo e della tessitura popolare per andare ai vari aspetti della cultura materiale; della collezione fa parte anche un ampio repertorio di abiti e materiali provenienti dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. 
Tra le austere mura dell'antico monastero rivivono i loro fasti le sete e i broccati degli abiti di gala o da passeggio, le mantelle e i cappelli di epoche passate.  L'allestimento raffinato delle sale è curato in ogni dettaglio e periodicamente è rinnovato, offrendo ogni volta nuove possibilità di lettura. 

Abito da matrimonio, 1910.

Per il desiderio di rappresentare la comunità locale nella sua interezza sociale, il museo propone non solo oggetti e abiti della ricca borghesia e della nobiltà di un tempo, ma anche materiali della tradizione e della cultura popolare: abiti, corredo dotale, tessitura, ricamo, ecc. È per questo motivo che il museo si propone come un vero e proprio museo della comunità.

Cucina

Dal 2009 all'interno del museo è allestita una nuova unità etnografica dedicata alla cucina.  

È stato riprodotto l’interno di una casa del contadino, con l’inserimento di attrezzi e materiali della vita quotidiana di una volta. Sulla base delle storie di vita raccolte e di un'ampia documentazione sulla gastronomia e il “cibo” del territorio, è stato approntato l'allestimento etnografico inteso come luogo di trasmissione di esperienze e di saperi.

Con l'inserimento di questa ulteriore sezione il museo si arricchisce di nuovi elementi che, insieme, aiutano a ricomporre l'identità culturale della comunità del luogo.


Abito popolare composto da gippone e gonnella, 1905 ca.

 

Servizio giornalistico sulla dichiarazione della collezione del museo del costume di importante interesse etnoantropologico.

 

La collezione

Corpetto di abito di gala, 1878 ca.

Oggi il museo può contare su una vasta raccolta, datata tra il XVIII e il XX secolo, frutto di acquisizioni e di donazioni provenienti dalla comunità locale, dai Comuni limitrofi della stessa provincia, come Ragusa e Modica, ma anche da numerosi centri del Val di Noto, da aree più lontane della Sicilia (come Palermo, Catania, Enna, Caltanissetta e Messina) e altre regioni d'Italia.


Eventi e mostre in programma

 

Dal 16 luglio al 19 settembre 2021 nuovo tema espositivo: "L'immagine allo specchio". Coprire il corpo (1850/1950), per una antropologia dell'abbigliamento.

Visita, Convento Croce, Scicli

Civitas Xiclis
dall'alto del convento della Croce.

11 e 25 agosto 2021

Conversazioni a cura dell’archivista Giovanna Giallongo, che avranno come tema gli antichi quartieri e le contrade di Scicli, attraverso un itinerario suggestivo dislocato all’interno delle mura del convento della Croce.

Biglietti e orari

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All’interno le visite sono guidate, anche in lingua inglese.

Su richiesta si organizzano visite in città, conversazioni itineranti per conoscere il paesaggio urbano contemporaneo rivissuto attraverso il racconto e lo sguardo della storia.